Petronilla

Essere donna è facile

Le Streghe NON sono tornate

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Susanna_and_the_Elders_(1610),_Artemisia_Gentileschi

Negli ultimi tempi, seguendo il progetto Petronilla, mi sono imbattuta nelle situazioni più disparate dove la realtà dei fatti e la situazione intorno al mondo femminile hanno assunto una forma differente da quella che avevo immaginato fino ad ora.

Nulla di strano. Si scoprono sempre cose nuove intorno ad un argomento che viene sviscerato e che entra a far parte della tua quotidianità.

La cosa strana invece è come viene percepita dal mondo esterno e come gli “outsider” recepiscono il tuo impegno e lo scopo di un progetto come Petronilla.

Abbiamo avuto tante approvazioni, ma anche risposte negative come è normale che sia, il che ci ha dato modo di analizzare gli aspetti deboli e migliorare.

Ma alcune cose ci hanno veramente dato fastidio e ci hanno, per l’ennesima volta, spiazzate davanti alla poca cultura verso l’argomento che vogliamo trattare: la violenza sulle donne.

Nessuna di noi vuole ergersi sul piedistallo di paladina della giustizia, non ne abbiamo le competenze e non è quello che ci interessa.

Lo scopo di questo progetto era ed è quello di poter parlare di giustizia, di parità, di opportunità, di diritti e di lotta contro la violenza sulla donna in tutte le sue forme.

Sensibilizzare, ritrovarsi e scoprire che la forza della donna, tante volte nascosta, può essere un valore aggiunto per una vita serena e non una forma di prevaricazione o ancor peggio uno status dettato da una moda del momento.

Le streghe non sono tornate, perché noi non crediamo in quella forma di protesta e tanto meno in quel modo di far sentire la nostra voce.

Non siamo 4 femministe che vogliono mettere i pantaloni per dimostrare qualcosa. Solitamente i pantaloni li mettiamo perché sono comodi, perché tengono caldo, perché ci piacciono.

La cosa che ci fa arrabbiare è l’etichetta.

Un articolo sull’Huffington Post di qualche giorno fa titolava che, secondo un legislatore americano, le donne non meritano la parità di stipendio perché sono “lazier”, più pigre. Gli uomini, sempre secondo il giurista di larghe vedute, lavorano di più e con maggiore impegno, non hanno problemi al trasferimento o a rinunciare al week end per rimanere in ufficio.

La cosa che mi ha colpito è stata la risposta di Mandra Rice Hawkins, direttore esecutivo di Granite State Progress che con un comunicato stampa ha affermato che si stava solamente chiedendo equità di stipendio e che questo avrebbe influito positivamente anche sull’economia del paese.

Nessuna, con treccine e gonne a fiori, ha urlato brandendo cartelli ricchi di fiorellini e cuoricini, minacciando magie o cose simili, ma si è analizzato un divario che al giorno d’oggi non ha senso di esistere calando la problematica in un contesto di economia reale.

Attenzione, non sto accusando quel tipo di rivolta femminile degli anni 70, dico solo che noi abbiamo un modo diverso di far sentire la nostra voce e di portare alla luce tante piccole storie di donne che ci hanno anche toccato da vicino.

Non siamo streghe, siamo solo delle donne che credono nel valore aggiunto del nostro genere, che vorrebbero una società dove crescere figli e lavorare diventi una condizione normale e non discriminante, e dove il rispetto venga garantito alla donna in quanto essere umano e non sesso debole.

Nessuna stregoneria, solo intelligenza.

 

L. D.

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